Silvia Rubey’s Experience

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In estate sono stata per tre settimane a Catania in Sicilia. Quelle settimane sono state le più belle nella mia vita.
Penso che ho imparato molto in queste settimane, perché ho fatto un corso d’italiano. La scuola di lingua si è trova in Via Garibaldi. Il gerente della scuola era molto simpatico e gentile. Sì occupava sempre di me. Voleva che mi sentissi bene e che mi divertissi. Lui intraprendeva tanto con noi. Per esempio abbiamo fatto una festa alla barca. Abbiamo ballato e bevuto molto ma è stata una sera molto divertente. Il solo svantaggio era che dovevamo andare a scuola il giorno dopo.
Le lezioni c’erano sempre dalle 9:30 alle 13:30 dal lunedì al venerdì. Avevamo una pausa pranzo di mezz’ora. In questa pausa andavamo sempre in un caffè. Il caffè si chiamava Prestipino e si trovava all’angolo della Piazza Duomo. Spesso mangiavo una brioche ripiena e bevevo un caffè latte, ma i cannoli non dovevano mancare mai, perché erano così deliziosi. La patrona del caffè era anziana e tanto premurosa. Lei era come una nonna per me. Molto spesso mi regalava qualcosa di dolce.
Dopo la scuola andavamo a casa e preparavamo il pranzo ma solo l’insalata, il pane con formaggio fresco o burro, il toast o solo frutta. Abitavo in una grande abitazione in comune con quattro persone che diventavano i miei amici. Si chiamano Justin, Patricia, Maria e Marcello. Justin veniva dalla California ma abita e lavora in Spagna a Madrid da quattro anni, Patricia e Marcello erano spagnoli e Maria veniva dalla Romania. Ero, come sempre, la più giovane ma è bello essere l’ultima nata in Italia. L’abitazione che avevamo in comune disponeva di una cucina, due bagni con la doccia e cinque camere da letto. Amavo la mia camera perché era grande e c’era aria condizionata, dunque dormivo sempre molto bene. Avevo un piano forte per fare i miei esercizi. Nella mia camera c’era anche un televisore ma non l’ho mai usato. Il letto era molto grande, era un matrimoniale.
Dopo il pranzo andavamo spesso alla spiaggia la Playa con il bus. I biglietti erano molto economici, un euro solo. È stato un arenile. Il mare alla Playa non era nè sporco né chiaro. Invece ad Acitreza o a Taormina c’era bella acqua turchese chiaro. Le rocce ad Acitrezza sono atomiche e impressionanti. Un fine settimana siamo andati a Taormina. Questa è una città stupenda. Anche Siracusa è bella ma più grande. Purtroppo non ho avuto il tempo per visitarla. Un altro fine settimana, è stato un sabato, volevo andare a cavallo con Gaetano al mare ma purtroppo i cavalli erano in un torneo. L’ultimo fine settimana ho fatto un giro turistico a Catania. Ho visto molte chiese. La Cattedrale di Catania e più importante, lei è consacrata alla Sant’Agata, la patrona della città. Sono stata alla piazza del Duomo, dove c’è l’emblema di Catania, la fontana dell’elefante, al Palazzo Biscari, Palazzo Valle e alla Via Etna. Questa è una strada dello shopping. La Via Etna è molto lunga tre chilometri, e va nella direzione del vulcano. Purtroppo non sono stata al vulcano di Etna ma ci andrò il prossimo anno.
Ho visto il Teatro Massimo Bellini che è dedicato al compositore Vincenzo Bellini e la sua casa natale. È anche dedicata alla mia pasta preferita, la pasta alla Norma. Sono stata alla Casa Museo Giovanni Verga che è un autore molto conosciuto in Italia. Ho visto anche il castello Ursino, l’università degli studi di Catania e la Villa Cerami. Ogni sera andavamo a mangiare in un ristorante. Di solito mangiavo la pasta o la pizza, ma una sera sono stata invitata da Gaetano in un ristorante di pesce. Il pesce è conosciuto e tipico per la cucina siciliana ma per dire il vero il pesce non mi piace. Ma in Sicilia ho assaggiato molti pesci differenti e maggiormente mi è piaciuto il pesce fritto perché il sapore di pesce non è tanto forte. Se mangio il pesce più spesso, forse mi piacerà una volta. Dopo la cena siamo usciti e abbiamo fatto festa. Sulla festa abbiamo ballato, bevuto e parlato. Nel corso dell’ultima settimana si festeggiava ogni sera.
Sono gratissima di aver vissuto un’estate così bella. L’anno prossimo vorrei ritornare a Catania per due mesi. Non vedo l’ora di andarci.

Silvia rubey
Silvia rubey
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